Don Giorgio Greco prende ufficialmente il testimone alla guida del Collegio Villoresi, portando con sé un percorso di fede, formazione ed esperienza educativa che lo ha visto impegnato in diverse comunità pastorali e nell’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole superiori.
In questa intervista ci racconta il suo cammino personale e formativo, la visione della scuola cattolica paritaria oggi e il rapporto che desidera instaurare con studenti, famiglie, docenti e personale, condividendo anche i suoi sogni e auguri per l’intera comunità scolastica.
• Don Giorgio, può raccontarci brevemente il percorso personale e formativo che l’ha condotta fino a questo nuovo incarico?
« Sono nato a Busto Arsizio nel 1984 e sono stato ordinato sacerdote il 13 giugno 2009 nel Duomo di Milano.
Dopo gli anni di formazione nel Seminario di Milano a Venegono, dove ho conseguito il Baccalaureato nel 2008, ho proseguito gli studi ottenendo, nel 2017, la Licenza in Teologia Sistematica con una tesi sul ruolo della teologia nello spazio pubblico.
Nel mio ministero ho avuto la grazia di servire come vicario in diverse comunità pastorali: prima a Monza, nella Comunità “SS. Trinità d’amore”, poi a Castano Primo, nella Comunità “Santo Crocifisso”, e da ultimo nel centro storico di Milano, nella Comunità Pastorale “Santi Apostoli”, dove ho anche insegnato Religione cattolica presso il Liceo Berchet. »
• Cosa ha rappresentato per Lei la chiamata a unire ministero sacerdotale e responsabilità educativa?
« Io penso che siano due ambiti strettamente connessi: il sacerdote è colui che educa alla fede e alla piena maturità umana.
Proprio in questa prospettiva ho accolto questa nuova nomina. »
• Quali esperienze precedenti pensa l’abbiano preparata meglio a questo nuovo ruolo?
« Sicuramente gli anni di insegnamento nella scuola superiore, dove ho potuto sperimentare la bellezza di essere un docente di IRC. Una delle esperienze più affascinanti è, infatti, poter accompagnare i ragazzi nel loro cammino di scoperta di sé e della propria vocazione.
Nel momento in cui tu li accompagni e loro percepiscono in te una figura di adulto che crede in loro e che si sforza di far emergere la loro unicità e i loro talenti, allora lì si crea una relazione educativa significativa. »
• Qual è la sua idea di scuola cattolica paritaria oggi, in un contesto educativo e culturale in continua evoluzione?
« Una scuola capace di aiutare gli studenti a cogliere in profondità il senso della realtà che li circonda, nutrendo l’intelligenza e il cuore di quei valori umani, cristiani e culturali che permetteranno loro di vivere con libertà e responsabilità verso sé stessi e gli altri. »
• Quale rapporto vorrebbe instaurare con studenti, famiglie, docenti e personale della scuola?
« Il rettore è colui che è chiamato a rendere presente all’interno del collegio la paternità e la sollecitudine del Vescovo: nel suo magistero trova le priorità e lo stile a cui ispirare il proprio servizio. Credo che il modo migliore per vivere questo incarico sia quello di esercitare un autentico ascolto e una cordiale accoglienza verso tutti.
Al rettore è richiesto — coadiuvato dalla competenza e dalla professionalità dei docenti, dei presidi e di tutto il personale del collegio — di saper valorizzare l’esperienza di ciascuno e allo stesso tempo di immaginare percorsi, indicare sinergie, proporre stimoli e provocazioni. »
• Ha un messaggio speciale per gli studenti che l’accolgono come nuovo rettore?
« Agli studenti vorrei dire questo: il Collegio è la vostra seconda casa in città. Un luogo, proprio come la casa, dove si costruiscono relazioni vere e significative. Perché è solo nella relazione che si cresce e si matura come uomini e donne liberi. »
• Se dovesse descrivere con tre parole i suoi sogni per questo Collegio, quali sceglierebbe?
« Tre parole che riassumono il mio sogno per il Collegio sono: Educazione – Comunità – Vocazione »
• Che augurio vuole lasciare oggi a tutti gli studenti?
« L’augurio che vorrei consegnare agli studenti del Collegio è che ciascuno possa avere una reale consapevolezza di sé e della propria storia, imparando ad abitarla e ad accoglierla come spazio generativo di vita e cambiamento. »
Ringraziamo Don Giorgio per la disponibilità e la dedizione con cui assume il servizio di Rettore del Villoresi.
Auguriamo un anno scolastico ricco di ispirazione, dialogo e progetti che possano favorire la crescita culturale, umana e spirituale di tutta la comunità.
Accompagniamo con fiducia, collaborazione e preghiera questo nuovo percorso, certi che insieme potremo continuare a costruire un luogo autentico di educazione, comunità e vocazione.
Buon lavoro, Don Giorgio!